“Le Stanze delle meraviglie”: i vetri dipinti di Dady Orsi in esposizione a Palazzo Ducale di Genova

Si terrà dal 25 Novembre 2022 al 12 Marzo 2023 la nuova esposizione di opere di Dady Orsi, poliedrico artista la cui attività ha attraversato quasi un secolo lasciandoci una ricca produzione pittorica, scultorea e di design. Questa volta sarà la prestigiosa sede del Palazzo Ducale di Genova, sua città natale, ad ospitare una particolarissima serie di suoi vetri dipinti. La mostra è promossa da Associazione Dady Orsi, un Artista del Novecento (Milano) nell’ambito dell’Anno internazionale del vetro, dichiarato dalle nazioni Unite e patrocinata da AIHV (Association Internationale pour l’Histoire du verre) – Comitato Nazionale Italiano, e da AitArt (Associazione Italiana Archivi d’Artista).

All’interno degli spazi della Wolfsoniana, museo che raccoglie complessivamente 18.000 pezzi tra oggetti (dipinti, sculture, ceramiche, arredi e altri manufatti artistici), disegni (manifesti, bozzetti, dipinti, opere grafiche) e libri selezionati nel corso degli anni dal collezionista Mr. Micky Wolfson, i dipinti sotto-vetro di Dady Orsi troveranno la loro collocazione ideale, almeno per due motivi: da un lato l’affinità dell’artista al luogo per il collezionismo anche da lui amato e praticato, dall’altro la presenza importante, nella galleria, degli oggetti in vetro, in particolare quelli di Fontana Arte, nel cui laboratorio Dady negli anni Trenta, da ragazzo, iniziò il suo percorso artistico e a cui rimase legato per tutta la vita.

“La serie delle pitture sotto vetro, realizzate tra gli anni Sessanta e Ottanta, rappresenta una tra le esperienze più emblematiche dell’attitudine di Dady a sperimentare inediti linguaggi artistici, riesumando spesso – come nel caso di questo peculiare procedimento pittorico – tecniche antiche e dimenticate. E proprio per la specificità di questa esperienza tecnica, in cui il gesto pittorico si proietta nell’ambito espressivo delle arti applicate, la mostra alla Wolfsoniana Le stanze delle meraviglie. I vetri dipinti di Dady Orsi – oltre a segnare un suo ideale ritorno in Liguria, dove intrattenne amichevoli relazioni con artisti come Antonio Discovolo, Alberto Cavalieri e Giuliano Menegon – appare perfettamente coerente con lo spirito del museo e delle sue collezioni.” Con queste parole Matteo Fochessati, curatore della mostra insieme a Maria Teresa Chirico, nelle prime pagine del catalogo dedicato all’esposizione, introduce e accompagna il visitatore in un percorso ricco di suggestioni e citazioni artistiche.

“Orsi inizia a realizzare dipinti sotto vetro, utilizzando tempera acrilica. La tecnica, quanto mai complessa, era già in uso presso i romani e viene ripresa, anche con intenti di emulazione e revival, nel XIV e XV secolo e si diffonde in tutta Europa. La pittura è realizzata solitamente su tavolette di vetro, dipingendo con colori stesi a freddo “sotto” la lastra e quindi disegnando prima dettagli in primo piano e poi via via gli altri elementi fino allo sfondo, che è steso per ultimo. La difficoltà, dunque, consiste proprio nel fatto che non sono possibili ripensamenti né interventi successivi. Ben illustrano il procedimento il termine inglese reverse painting e quello francese verre paint au revers, mentre il vocabolo tedesco, Hinterglasmalerei, fa riferimento alla pittura “dietro” il vetro.

Una declinazione particolare della pittura sotto vetro è rappresentata dalle dalles, lastre di vetro spesse almeno un centimetro, sagomate in forme morbide dai profili molati e dipinte con i colori acrilici. Orsi, a partire dal decennio Ottanta, fa ricorso a queste forme per creare figure sinuose e morbide e Sassi, la cui superficie dipinta è solcata dalle sottili venature proprie della pietra e assumono la corposità di una scultura.” (M.T. Chirico)

Il titolo della mostra allude alle stanze fisiche ed interiori abitate nel tempo dall’artista e rappresentate nei suoi dipinti: spazi meravigliosi, in effetti, non solo per la ricercatezza estetica degli ambienti, per il gusto personalissimo e per la sensibilità dimostrata verso per le espressioni più autentiche e disparate della bellezza, ma soprattutto perché simbolici, silenziosi testimoni della vita profonda di Dady e atti a suscitare nell’osservatore ispirazioni, ricordi, viaggi immaginifici. La brillantezza del colore e la forza della luce che attraversa le opere, la materia stessa del vetro dipinto, la resa magica di ambienti e oggetti quotidiani, aprono ad un’esperienza contemplativa da cui si rimane avvolti e catturati.

Le Stanze nella loro versione enciclopedica e antiquariale di moderne Wunderkammer – esemplificata in mostra dall’accostamento dei vetri dipinti con gli oggetti della sua dimora in essi ritratti (vasi in vetro e ceramica, uova in papiermâché, piccole sculture) – rispecchiano il mondo interiore di Dady Orsi… Questi fitti interni domestici, animati da cani, gatti, civette e manichini, rielaborano perciò suggestioni esistenziali e lacerti del suo vissuto famigliare e del suo mondo interiore: sono dunque stanze della memoria in cui l’artista ha accumulato – senza alcun ordine prospettico (sia dal punto di vista compositivo, sia in una più estesa accezione semantica) – i ricordi personali e le creazioni della sua immaginazione artistica. Questi ambienti, sempre proiettati verso l’esterno attraverso varchi e finestre attraverso cui irrompono all’interno squarci di luce diagonali, sono stati inoltre oggetto di una disincantata vena citazionistica che, organica al carattere ironico di Orsi e al suo understatementaristocratico, ha avuto un fortunato riscontro a cavallo tra gli anni settanta e ottanta con l’emergente clima di ricerca postmoderno. Una sintonia culturale che si evidenzia in particolare nei rimandi e nelle citazioni a celebri opere del passato presenti nel ciclo Stanze di un Museo, riproposto nel Gennaio del 2022 presso l’Antiquum Oratorium Passionis, Basilica di S. Ambrogio di Milano.” (M. Fochessati).

Completeranno la mostra un paio di dipinti (Autoritratto, 1938 e Natura morta, 1943), testimonianza storica dell’adesione di Dady Orsi alle istanze estetiche di Corrente.

L’apertura al pubblico seguirà i seguenti orari: da martedì a domenica, ore 11-17. Palazzo Ducale, Genova – Wolfsoniana di Nervi.

Per informazioni e prenotazione del catalogo (prima edizione in italiano, copie limitate): info@dadyorsi.com