L’occhio (1988) Ø cm 21- Oro graffito sottovetro

L’occhio (1988)

Ø cm 21- Oro graffito sottovetro

Quest’occhio femminile dalle ciglia folte, che fluttua nel fondo d’oro, è gonfio di tristezza. Dietro l’apparenza di un oggetto seducente e raffinato si nasconde infatti un sottotesto malinconico. L’opera si presenta al contempo come un omaggio e un addio all’amico Piero Fornasetti, che scompare improvvisamente proprio quell’anno. Se è facile notare la somiglianza con l’occhio di Lina Cavalieri – icona del repertorio Fornasettiano – meno intuitivo è il riferimento al disegno del simbolista Odilon Redon noto come L’Occhio, come un pallone bizzarro si dirige verso l’infinito. La particolarissima tecnica qui utilizzata è quella dell’oro graffito sottovetro. Questa tecnica rarissima è testimoniata da opere che risalgono al tardo Impero Romano (ad esempio il tondo nella croce di Desiderio a Brescia). Le linee nere non sono dunque vergate a inchiostro, come potrebbe sembrare a prima vista, ma incise con una punta sottile nella foglia d’oro applicata sul vetro.

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