Stanza (1972) cm 53×73 – Tempera acrilica sottovetro

Stanza (1972)

cm 53×73 – Tempera acrilica sottovetro

Il rapporto viscerale di Dady Orsi con i suoi preferiti emerge prepotente in questa pittura sottovetro, conservata amorevolmente anche dopo la rottura. Il dipinto è popolato da oggetti da lui stesso collezionati (l’orologio Selvanera, la bambola antica, i vasi) e da elementi simbolici del suo immaginario, tra i quali si scorge immancabile la civetta, la conchiglia e il grande girasole. Come molte altre Stanze ispirate a Velazquez il dipinto è la rappresentazione della propria casa intesa come Wunderkammer, dove tutti gli oggetti sono riconoscibili ma trasfigurati in chiave metafisica e surreale. In uno spostamento, il dipinto si rompe in cinque grandi pezzi. Orsi non vuole né distruggerlo, né restituirgli il suo aspetto primigenio. Contatta quindi un vecchio artigiano milanese noto per la sua abilità nel restauro di vetrate e lastre di vetro d’epoca. Scegliendo di restaurare l’opera in una maniera creativa, Orsi ne valorizza le ferite. I pezzi di vetro non vengono infatti incollati tra di loro, ma vengono riconnessi per mezzo di listelli di piombo da vetrata saldati a stagno. Questo intervento testimonia la consuetudine mai interrotta con le tecniche vetrarie, apprese in gioventù grazie all’insegnamento di maestri quali Pietro Chiesa, Aldo Carpi e Erwin Walter Burger.

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