Donna in bianco (1955) cm 100×60 – Tempera su tela

Donna in bianco (1955)

cm 100×60 – Tempera su tela

Nella Donna in Bianco tutto rimanda al lato francese di Dady Orsi. I colori: il bianco, il rosso e il blu; il rigore e lo charme dell’abbigliamento (un rimandano esplicito a Chanel); la lunghezza del collo tubolare alla Modigliani; l’attitudine a stagliare la figura come una sagoma monocroma (altro riferimento esplicito, questa volta all’amato Manet). Eseguito in un momento di pieno fervore creativo, questo dipinto racchiude quello stile e quell’eleganza che rendono l’artista sempre più apprezzato negli ambienti artistici milanesi. Il dipinto viene esposto in una personale presso la Galleria Montenapoleone nel 1957. Secondo la testimonianza di Megy Bassi, in questa circostanza Giovanni Testori apprezza a tal punto il dipinto da incoraggiare l’artista a svilupparne il filone. Sono questi gli anni in cui espone in prestigiose gallerie (in Italia e in Svizzera) ottenendo anche un riconoscimento mediatico. Lo vediamo infatti apparire nei cinegiornali e sulle pagine di Tempo in occasione della mostra del 1955 Una modella e ventisette pittori in cui Gina Lollobrigida posa per i più affermati pittori milanesi (Sassu, Migneco, Dova, Vedova e molti altri). I modi della Donna in bianco, soprattutto la tavolozza, si avvicinano a quelli del Chiarismo lombardo, ma c’è, nel disegno angoloso e nella pennellata rapida, un’energia che lo distingue dalla placidità dei chiaristi. Orsi stesso riconosce con compiacimento quest’opera come una dei suoi migliori risultati dal punto di vista formale.

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